
Ciao, sono Patrizia Targani. Sono sposata da 25 anni e dopo 20 sono riuscita a dire a mio marito che a vent'anni avevo subito una violenza sessuale. Oggi a 47 anni ho capito che bisogna parlare con qualcuno per poterti liberare dal male che hai dentro. Per vent'anni ho cementato dentro di me quel dolore, impedendo di farlo tornare a galla. Ma non è così facile, non è sufficiente ordinare ai propri sentimenti di annullare il pianto, la vergogna e la rabbia. Basta poco e tutto riaffiora, come fosse vissuto per la prima volta. Quello che mi ha aiutato a superare il dolore ed evitare che si trasformasse in odio è stata la scrittura. Grazie ad essa riesco a liberarmi da carichi troppo pesanti da trascinarli per la vita. Da questa passione è nato un libro, pubblicato dall'Edizioni Il Filo di Roma, dal titolo "Riflessi". In questo romanzo racconto la solitudine di una donna e come il dolore sia riuscito a scinderla in due personalità ben distinte tra loro, l'una opposta all'altra, ma indivisibili e indispensabili l'una all'altra. L'eterna altalena tra il bene e il male, il precario equilibrio tra l'Angelo e il Diavolo.
La nascita di questo libro non è stato un caso e non vorrei che lo diventasse. Con i proventi del mio libro "Riflessi" vorrei aiutare un'associazione a favore delle donne violentate e dar voce a tutte coloro che come me hanno scelto, per troppo tempo, la via del silenzio. Chi volesse acquistare il libro lo può fare tramite internet ordinandolo presso la casa editrice Il Filo - il sito è: www.ilfiloonline.it-
Chi volesse contattarmi può inviarmi una e-mail a: patriziatargani@katamail.com
Ringrazio fin da ora tutti, e soprattutto tutte coloro che vorranno condividere con me le loro esperienze.
"Sara scagliò con violenza contro quell'immagine il bicchiere vuoto che teneva stretto in pugno. Un runore tagliente come i pezzi di specchio sparsi per tutta la stanza, la risvegliò dal suo furore".
"Lentamente si chinò per eliminare quelle tracce di disperazione e raccolse i frammenti di specchio sparsi sul pavimento, tanti piccoli pezzi di Sara la guardavano piangere, mentre delicatamente cercava di ricomporre l'immagine".
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